Guidato dall’innovazione digitale dell’Intelligenza artificiale che sta rivoluzionando prodotti, processi e interazioni tra gli attori coinvolti, l’ecosistema Life Science è in una profonda trasformazione. Ed è proprio l’Intelligenza Artificiale tra le priorità di innovazione. L’AI infatti può venire utilizzata per migliorare il coinvolgimento dei professionisti sanitari (90%), scoprire nuovi prodotti (55%) e supportare le sperimentazioni cliniche (48%).
Secondo le aziende Pharma e Medtech italiane le soluzioni di AI più diffuse oggi sono quelle per la ricerca e analisi di articoli scientifici e documentazione (circa 8 aziende su 10).

Si tratta principalmente di soluzioni generaliste, come ChatGPT o Copilot (nel 60% dei casi), ma il 36% delle aziende ha sviluppato soluzioni di AI generativa ad hoc utilizzando dati proprietari.
Emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano, svolta in collaborazione con Confindustria Dispositivi Medici e Farmindustria.

Dalle App ai sensori per raccogliere dati clinici

Si evidenziano però anche altri ambiti importanti di investimento, come lo sviluppo di App per la salute e sensori per raccogliere dati clinici, ritenuto prioritario per il 48% delle aziende, e lo sviluppo di Terapie Digitali (DTx, soluzioni digitali validate clinicamente per integrare o sostituire le terapie tradizionali), prioritario per il 38%.

Attraverso la ricerca svolta sui pazienti, grazie alla collaborazione con BVA Doxa, è emerso che le App più diffuse sono quelle per migliorare lo stile di vita (utilizzate dal 39% dei pazienti e il 18% dei cittadini), quelle per tenere sotto controllo i parametri clinici (30% e 16%) e quelle per aumentare l’aderenza terapeutica (14% e 10%).

Terapie digitali applicate a salute mentale, endocrinologia, reumatologia, neurologia

Quattro medici di medicina generale su dieci hanno già consigliato App per tenere sotto controllo i parametri clinici, mentre un medico di medicina generale su quattro e un terzo degli specialisti hanno già promosso App per migliorare lo stile di vita.

Proprio l’esperienza maturata con le App per la salute è il punto di partenza per l’introduzione di soluzioni digitali più avanzate, come le Terapie Digitali. Il 45% dei medici specialisti italiani sarebbe disposto a prescriverle, se fosse possibile.
A livello internazionale si contano oggi 112 Terapie Digitali attive, applicate soprattutto nella salute mentale (35%), nell’endocrinologia (22%), nella reumatologia (9%) e nella neurologia (9%).

In Italia non esiste ancora una normativa di riferimento

Le Terapie Digitali riguardano un ambito per il quale in Italia non esiste ancora una normativa di riferimento, nonostante diverse proposte di legge che stanno cercando di regolamentarne l’uso.

“L’evoluzione del quadro normativo, a livello nazionale ed europeo, sta contribuendo a delineare con maggiore chiarezza le condizioni abilitanti per l’adozione di innovazioni digitali nell’ecosistema Life Science – afferma Emanuele Lettieri, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio –. In uno scenario sempre più plasmato da tecnologie digitali, dati e algoritmi, diventa essenziale investire in nuove competenze, aggiornare i modelli organizzativi e promuovere una cultura dell’innovazione consapevole, sostenibile e responsabile”.