Il mercato immobiliare italiano è un settore particolare. Sembra sempre molto dinamico – ed è così – ma sotto sotto si scopre che una larghissima fetta di popolazione una casa… se la sogna.
Secondo l’ultima analisi diffusa da Nomisma, il comparto residenziale continua a muoversi con buona energia, ma sotto la superficie si allarga una distanza sempre più evidente tra il ritmo del mercato e quello dei bilanci familiari.
Poco più del 35% degli italiani ha redditi adeguati a coprire le spese essenziali
Il numero che racconta meglio la situazione è quasi disarmante nella sua semplicità: solo il 35,8% delle famiglie ritiene il proprio reddito adeguato a coprire le spese essenziali. Non stiamo parlando di lussi o investimenti, ma di bollette, alimentari, spese quotidiane.
Parallelamente cresce la quota di chi definisce le proprie entrate appena sufficienti o del tutto insufficienti. In questo clima, pensare all’acquisto di un’abitazione diventa più un esercizio di speranza che un progetto concreto.
Chi sente di più la pressione
Le difficoltà economiche non colpiscono tutti allo stesso modo. I nuclei numerosi, i single nella fascia centrale della vita e molti anziani soli sono tra quelli che avvertono con maggiore intensità l’aumento dei costi.
Più di un quarto delle famiglie dichiara di non riuscire a risparmiare nulla, mentre circa un terzo segnala un ulteriore calo della propria capacità di accumulo rispetto all’anno precedente. Segnali diversi, stessa direzione: margini sempre più stretti.
Il mercato resta dinamico
Eppure, osservando i dati immobiliari, il settore sembra tutt’altro che fermo. Nel 2025 le compravendite hanno raggiunto circa 770 mila operazioni, un livello superiore a quello registrato prima della pandemia. Anche il credito ha dato segnali di ripresa, con un forte incremento dei nuovi mutui concessi.
Ma c’è un dettaglio che cambia prospettiva: la platea di famiglie che riesce davvero ad accedere a un finanziamento resta più ridotta rispetto al recente passato, segno che le banche continuano a selezionare con attenzione.
Affitto più per necessità che per scelta
Quando acquistare diventa complicato, la locazione diventa un ripiego obbligato. Oggi oltre la metà degli affittuari vive questa condizione per necessità più che per scelta.
Nell’ultimo anno è aumentata anche la quota di chi resta in affitto per periodi superiori ai sei mesi, soprattutto tra giovani e lavoratori autonomi.
Come cambia la domanda
A cambiare è anche la struttura sociale: più famiglie unipersonali, popolazione che invecchia, meno nuclei con figli. Tutto questo orienta la domanda verso case più piccole e formule abitative flessibili, come co-living o residenze dedicate a studenti e senior. L’offerta, però, fatica a stare al passo, frenata da nuovi cantieri limitati e procedure lente.
Come osserva Chiara Pelizzoni, il vero nodo è lo scarto crescente tra vitalità del mercato e possibilità reali delle famiglie. La casa continua a rappresentare sicurezza e stabilità, ma per molti italiani sta diventando un traguardo sempre più lontano, quasi come se il mercato corresse mentre loro restano fermi al semaforo.