Consigli per gli acquisti

Info, statistiche e referenze

Go Leisure | Play Area Indoor e Outdoor

Ogni struttura ricettiva si differenzia dalle altre principalmente in base alla qualità dei servizi che offre al cliente, e delle attrezzature che mette loro a disposizione. Spesso le famiglie, al momento di scegliere l’alloggio nel quale trascorrere la vacanza, decidono tenendo in grande considerazione quali attrazioni offre ai bambini la struttura ricettiva che stanno valutando. Il benessere ed il divertimento dei propri figli durante una vacanza è infatti un elemento di fondamentale importanza per i genitori, che non vogliono ritrovarsi con i piccoli che protestano perché si annoiano e chiedono di tornare a casa già al primo giorno. Per te che sei un amministratore capace e astuto, non sarà difficile cogliere l’importanza che tale fattore può assumere nel riempimento delle camere.

Non importa che tu gestisca un hotel, un campeggio, un villaggio turistico o un resort: in tutti i casi hai a disposizione degli spazi da poter adibire ad area ludica, siano essi all’aperto o all’interno dei locali. Go Leisure è l’azienda giusta che può aiutarti a realizzare la tua meravigliosa play area così come la desideri, delle dimensioni che tu vuoi e totalmente personalizzabile in quanto a forma, tema e colore. Go Leisure darà vita alla tua area giochi indoor, se gestisci una struttura ricettiva in città e non hai spazi fruibili all’esterno, o una bellissima play area outdoor nel caso in cui gli spazi lo consentano.

I bellissimi gonfiabili per bambini renderanno la tua play area un luogo colorato, divertente e assolutamente sicuro per l’incolumità dei piccoli, che saranno liberi di saltare, correre, far capriole e arrampicarsi senza alcun tipo di rischio per la propria incolumità. Contatta Go Leisure al numero +390392497489 per ricevere maggiori informazioni e preventivi, o invia una mail all’indirizzo info@go-leisure.com per ricevere rapidamente una risposta alle tue curiosità.

Ingresso di casa: come arredarlo al meglio

Arredare e valorizzare l’ingresso di casa è una cosa che spesso viene messa in secondo piano, sia per le dimensioni solitamente esigue sia perché è una zona di casa in cui non passiamo praticamente mai del tempo. Eppure, in questa maniera non stiamo tenendo conto del fatto che l’ingresso è la prima area di casa nostra nella quale passano le persone che vengono a farci visita e dunque la prima cosa che adoperano per farsi un’idea del nostro appartamento.

Se vogliamo fare in modo che la prima impressione sia buona, dobbiamo fare in modo che l’ingresso di casa sia perfettamente in linea con lo stile di tutti gli altri ambienti. A questo proposito di seguito trovi alcuni consigli che ti saranno utili al riguardo.

I consigli per arredare al meglio l’ingresso di casa

Prima di scegliere un mobile o un’altro da posizionare all’ingresso di casa, devi tener conto di quelle che sono le sue dimensioni per ragionare su quello che potrà essere il suo impatto una volta posizionato. Tieni conto al tempo stesso della sua forma e di come questo sarà illuminato. Tieni conto di questi elementi e sarai partito già col piede giusto.

Per ottenere quell’aspetto dal design moderno ed elegante che desideri esistono diversi pezzi che possono aiutarti in questo. Puoi combinare tra loro diversi elementi decorativi quali vasi, appendiabiti, arredo luxury, fotografie, dipinti, sculture, tappeti, etc.

Una madia in legno potrebbe fare al caso tuo

Se quello che ti serve è ottenere anche dello spazio di archiviazione, una credenza moderna per ingresso può essere una buona scelta: ci sono diversi modelli a seconda dello spazio che hai a disposizione, nonché del risultato che vuoi ottenere. Ad esempio, esistono bellissime madie in legno perfette allo scopo, che puoi accompagnare con un quadro o scultura per dare quel tocco di modernità che cerchi per il tuo ingresso di design.

Cucina open o separata? Dipende dallo stile di vita

Belle, bellissime, da copertina. No, non si tratta di top model, ma di cucine. Già, perché negli ultimi anni – con una decisa accelerazione nell’ultimo decennio – la cucina da ambiente di servizio è diventato a tutti gli effetti uno spazio da mostrare, in cui addirittura ricevere gli amici per cena. Insomma, il set perfetto dove vivere la vita all’interno della propria casa. Naturalmente, questa piccola “rivoluzione” ha portato con sé anche tutta una serie di questioni pratiche da risolvere. Innanzitutto, una cucina esteticamente piacevole è anche un cucina ordinata: per cui nei loft così come negli open space la cucina dovrà essere attrezzata con mobili e armadietti capaci di contenere tutto quello che non si deve vedere (o non si vuole mostrare). Ancora, essendo un ambiente polifunzionale, i piani di lavoro dovranno essere facilissimi da pulire (e da mantenere tali), esattamente come i rivestimenti dei mobili. E poi, aspetto più importante, se la si vuole “sfoggiare” la cucina dovrà essere il pezzo forte della casa: quindi, sì a qualche soluzione ardita di design, purché consigliata da arredatori esperti come gli addetti di Pedrazzini Arreda, rivenditore ufficiale Veneta Cucine Milano.

Per molti, ma non per tutti

La scelta di optare per una cucina a vista, per quanto di moda, richiede un pizzico di consapevolezza. Anche se le moderne cucine di oggi sono in grado di rispondere ai possibili problemi che emergevano nel passato (in primis lo spazio per tenere tutto in ordine), ci sono però degli aspetti da considerare. Innanzitutto, oltre al rischio che piatti e stoviglie rimangano a vista mentre si cucina, c’è la questione degli odori delle preparazioni e dei cibi. Mentre in una cucina tradizionale il problema è presto risolto aprendo la finestra e chiudendo la porta, in una cucina a vista non è possibile. Però la soluzione è a portata di mano: basta optare per una cappa efficace e di nuova generazione, capace di cancellare in pochi istanti i profumi del menù sui fornelli. Adesso le cappe sono dei veri e propri pezzi d’arredo, dal design studiatissimo e dalle prestazioni eccezionali. Silenziose, anche a scomparsa o a isola, riescono a mantenere l’aria pulita pure in ambienti molto  grandi.

Il bello di non alzare muri

D’altro canto a questi piccoli disagi – peraltro facilmente risolvibili – corrispondono molti più vantaggi. Una cucina aperta sulla zona living, infatti, regalerà alla casa un’inaspettata sensazione di spazio. L’assenza di muri e la creazione di un ambiente unico, ben identificato in zone, contribuiscono a dilatare i metri quadrati e a consentire maggiore libertà nelle scelte di arredo. Inoltre, spazi aperti fanno sì che si possa giocare al meglio con l’illuminazione, evitando angoli bui e poco sfruttabili. Ancora, la cucina a vista permette di partecipare ai momenti conviviali con la famiglia e gli ospiti anche se si sta preparando il pranzo, senza che nessuno venga escluso. Infine, è una soluzione comodissima ed estremamente funzionale quando si hanno bambini piccoli in casa e non ci si può permettere di non tenerli d’occhio, nemmeno quando si prepara la loro pappa.

Il galateo del caffè, a casa e al bar

Vieni a prendere un caffè da me? Sembrerebbe l’invito più facile del mondo, un momento conviviale esente da regole e dettami del bon ton. Sbagliato, anzi sbagliatissimo. Perché il caffè è un vero e proprio rito e come tale prevede un cerimoniale, codificato dal galateo. Insomma, vietato fare figuracce soprattutto se si invitano persone importanti: bisogna davvero conoscere l’ABC del comportamento da tenere quando ci si concede la classica tazzina di nero elisir. E se le buone maniere valgono soprattutto se il caffè viene servito ai propri ospiti, a casa, è necessario ricordarsi che ci sono formule sempre valida anche se il caffè è consumato al bar.

Un rituale guidato dalla padrona (o dal padrone) di casa

Innanzitutto, il caffè non si serve a tavola, anche se gli ospiti si sono fermati a pranzo o a cena (a meno che non sia una tavolata davvero informale e conviviale). L’espresso va portato in salotto, dove gli invitati si saranno già accomodati su divano e poltrone. E’ chi accoglie gli ospiti che dovrà preparare il caffè, con la moka o con le macchine caffè a cialde. Fondamentale è il servizio: le tazzine di caffè, con il loro, immancabile piattino e relativo cucchiaino, andranno poste su un vassoio sul quale andranno poggiati anche la zuccheriera – che avrà il suo cucchiaino – e la lattiera. Se gli invitati sono numerosi, e quindi le tazzine da servire sono tante – e la regola è ancor più valida se il caffè viene preparato con le capsule, sempre più amate dagli italiani – per evitare che si raffreddino si possono tenere in forno a bassa temperatura. A questo punto, sarà il padrone di casa a domandare a ogni ospite se e quanto zucchero desidera, lo stesso farà con il latte. Poi, dove aver zuccherato, porgerà la tazzina di caffè pronta da bere all’invitato.

E come si devono comportare gli ospiti?

Fin qui abbiamo visto i doveri del padrone di casa. Ma gli invitati come si devono comportare? Innanzitutto, ci vuole garbo e grazia. Bisogna ricordare che il piattino va tenuto con la mano sinistra e il cucchiaino con la destra. Dopo aver mescolato il caffè con il cucchiaino, dal basso verso l’alto, e averlo riposto sul suo piattino, il galateo vuole che sia la tazzina ad andare alla bocca e non viceversa. Vietato, vietatissimo fare rumore, sbattere il cucchiaino o – orrore! – succhiarlo dopo aver mescolato l’espresso. Dopo aver bevuto, piattino, tazzina e cucchiaino andranno appoggiati sul tavolino o sul vassoio.

Il caffè al bar

Anche se si consuma un veloce espresso al bancone del bar esistono delle regole di bon ton. In prima battuta, quando si entra in un locale si saluta il barista: è una forma di educazione che dovrebbe essere dovuta, e sicuramente chi è dietro al banco vi servirà meglio e con più cura. Allo stesso modo, l’ordinazione va fatta con garbo e soprattuto con chiarezza, specie se avete gusti particolari e volete un caffè o un cappuccino speciali. I diktat in merito a tazzina, cucchiaino e piattino – rumori fastidiosi compresi – sono gli stessi del caffè consumato a casa. Infine, dopo che si è gustato l’espresso, prima di uscire dal bar – ovviamente dopo aver pagato – si ringrazia e si saluta.

Igiene nei bagni della tua azienda? Meglio con i dispenser automatici di sapone

Nella tua azienda o locale pubblico, sia esso un ristorante, un bar, un hotel o una palestra, avrai sicuramente la necessità di installare un erogatore di sapone all’interno dei bagni. Di recente, l’attenzione verso questi prodotti, che solitamente sono installati a parete, è aumentata in virtù di una moltitudine di articoli immessi sul mercato, dalle caratteristiche similari ma, ad uno sguardo più approfondito, decisamente differenti.

Ad esempio, i dispenser sapone automatici sono piuttosto rari nei cataloghi dei diversi fornitori: questi modelli, dotati di fotocellula alimentata a batterie, sono chiaramente in grado di erogare il sapone (sotto forma di liquido o di schiuma) “on demand”, e questo consente un perfetto dosaggio ed un risparmio notevole nel lungo termine. Mediclinics Italia, uno dei principali player a livello nazionale di accessori per i bagni pubblici, può vantare un ampio assortimento di questi prodotti tra i quali appunto quelli automatici: inoltre, l’utilizzo dell’acciaio invece della plastica rende tutto l’ambiente nel quale saranno posizionati più bello, moderno ed elegante.

La plastica, appunto: ci sono dispenser di sapone fatti in questo materiale e ci sono poi invece quelli in acciaio inox: robustezza, igiene e durata sono i loro punti di forza. Ed attenzione, perché la finitura in acciaio, nel caso dei prodotti Mediclinics, non coinvolge solo il frontale: lo spessore è elevato, l’intero dispenser è in acciaio e questo lo rende un prodotto particolarmente apprezzato in tutto il mondo.

Altre caratteristiche apprezzate da chi installa i dispenser di sapone sono:

  • l’anti-sgocciolamento (che consente anche un risparmio di sapone)
  • la spia di livelo (essenziale per un puntuale refill)
  • l’estetica e la finitura in colori particolari, ad esempio il nero lucido

Mentre se analizziamo il punto di vista degli utilizzatori, particolarmente richieste sono:

  • la possibilità di appoggiarvi o appendervi degli oggetti (es. un rasoio)
  • l’erogazione di sapone sotto forma di schiuma (lavaggio più rapido)

Molti dei dispenser di sapone del catalogo Mediclinics, tra i quali appunto i modelli automatici in acciaio inox, sono acquistabili direttamente online, con prezzi e promozioni davvero accattivanti.

Privilege Apartments | Comfort e soluzioni

Spostarsi per motivi di lavoro, non significa necessariamente dover rinunciare alla comodità del poter lavorare efficacemente anche quando si è fuori sede. Privilege Apartments è infatti un hotel a Monza che ha messo in primo piano anche le necessità di chi viaggia per motivi di lavoro e ha bisogno di potersi dedicare tranquillamente al proprio lavoro senza per questo dover subire degli svantaggi. All’interno delle camere infatti, è presente una apposita scrivania che consente di lavorare con il proprio portatile con la stessa comodità che si ha all’interno del proprio ufficio, ed usufruire del Wi-fi gratuito presente in ogni camera.

Il concetto di hotel in cui poter soggiornare e basta è dunque oggi superato, e questa importante struttura ricettiva di Vimercate, in provincia di Monza, ha deciso di offrire il massimo della praticità e del comfort anche a tutti coloro che viaggiano per motivi di lavoro ed hanno bisogno di una struttura in grado di offrire anche gli strumenti e le soluzioni adatte per poter lavorare tranquillamente. A queste, si affiancano tutte quelle soluzioni che rendono più piacevole la propria permanenza in struttura quale ad esempio la tv satellitare a schermo piatto, l’impianto di condizionamento dell’aria, l’angolo cottura con utensili da cucina, il balcone ed il patio presenti in ogni camera, tra l’altro.

Le tipologie di camera a disposizione sono due, la Classic e la Executive, che presentano le stesse comodità con la differenza che la seconda è più grande e può ospitare un maggior numero di persone. A prescindere dalla camera che si andrà a scegliere, il livello di comfort e benessere sarà elevato per tutti gli ospiti, i quali hanno a disposizione anche un parco da 10 mila metri quadrati che avvolge l’intera struttura e consente di rilassarsi immersi nel verde. Per prenotazioni o per richiedere una quotazione personalizzata è possibile utilizzare l’apposito form presente sul sito.

Video on Demand, sempre più amati dagli italiani

Non sorprende che negli ultimi due ani, anche a causa della pandemia che ci ha costretto per lungo tempo a casa, siano aumentate tutte le possibilità di intrattenimento legate all’online. In particolare, hanno registrato un vero e proprio balzo in avanti i video on demand (Vod), la cui fruizione è aumentata significativamente anche nei primi mesi del 2021. Lo rivela una rilevazione costante di GFK Sinottica, che da marzo 2020 ha analizzato l’andamento di questa tipologia di servizio.  La permanenza forzata in casa durante il lockdown ha infatti favorito la conoscenza e l’utilizzo delle piattaforme Over-The-Top (OTT) e dei loro contenuti on demand. Nel giro di poche settimane, si è passati da una Reach media giornaliera del 16% sul totale della popolazione con più di 14 anni ad una del 26% ad aprile 2020. La percentuale di fruitori di contenuti Video on Demand nel giorno medio è scesa durante l’estate 2020 – anche per motivi legati alla stagionalità – per poi registrare un nuovo picco nell’ultimo trimestre del 2020. A gennaio 2021 la percentuale di italiani esposti al Vod corrispondeva nuovamente a circa un quarto della popolazione con più di 14 anni e si è mantenuta su questi livelli fino a marzo 2021. Si può dire quindi che si tratta di una tendenza destinata a durare nel tempo, al di là del contesto inedito del primo lockdown.

Cresce anche il tempo dedicato ai video

E’ interessante anche scoprire come sono cambiate le abitudini, o meglio i tempi, di fruizione da parte degli italiani. Nella giornata media si è passati dai circa 100 minuti al giorno dedicati nella fase pre-pandemica alle 2 ore circa registrate nel primo trimestre 2021.

Aumenta l’esposizione cross-mediale: Vod più Tv

“Nel corso del 2020, le limitazioni alla mobilità legate al lockdown hanno favorito la crescita del tempo di esposizione a tutti i Media accessibili da casa. Oltre al VOD, anche il Digital in generale e la TV lineare hanno registrato una forte crescita del tempo dedicato nella giornata media. Considerando tutti i mezzi a disposizione degli italiani all’interno delle mura domestiche, il tempo di esposizione è cresciuto di 50 minuti rispetto a quanto osservato nel 2019” riporta l’analisi. Emerge quindi un incremento della Total Audience, ovvero coloro che utilizzano entrambi i mezzi nel corso della giornata. Niente concorrenza quindi, piuttosto una complementarietà fra i due media, scelti l’uno o l’altro a seconda delle esigenze e dei momenti della giornata.

L’accesso a Internet diventa un diritto fondamentale

I numeri dimostrano che il web ormai è una risorsa essenziale per dare continuità alle attività professionali, lo studio e le relazioni sociali, soprattutto durante la pandemia. Sono infatti 46 milioni gli italiani dotati di una connessione a internet, e l’emergenza sanitaria ha quindi il definitivo ingresso dell’accesso al web nel novero dei diritti fondamentali. L’86,3% degli italiani è infatti convinto che l’accesso a internet deve essere garantito a tutti, ovunque e comunque. Sono alcuni dei principali risultati del Rapporto Il valore della connettività nell’Italia del dopo Covid-19, realizzato dal Censis in collaborazione con WindTre.

Servizi di rete essenziali ma investimenti a rischio

Per l’88,9% degli italiani che ne erano dotati, la propria connessione su rete fissa ha funzionato bene durante l’emergenza sanitaria. Protagonisti essenziali durante la pandemia e nel nuovo contesto post Covid-19, gli operatori Tlc da tempo però operano con margini ridotti a causa di tariffe che risentono della pressione concorrenziale e investimenti infrastrutturali crescenti. Lo sforzo competitivo degli operatori è compreso solo in parte dalla popolazione: infatti, per il 44,7% degli italiani in questi anni le tariffe non si sono ridotte, mentre il 41% pensa il contrario e il 14,3% è incerto. Come uscire dal cortocircuito? Per l’83,6% degli italiani una possibile exit strategy consiste nel far pagare una fee ai giganti del web.

La vita quotidiana degli italiani è permeata dal web

Il 91,5% degli italiani tiene contatti online con familiari, amici e conoscenti, il 78,9% usa internet per questioni legate alla salute, e molti altri per pagare bollette, multe, tasse, per le attività del tempo libero, fare acquisti online, per lavoro o per attività didattiche. Insomma, occorre attrezzarsi al meglio. Tredici milioni di italiani nei prossimi mesi vogliono infatti potenziare la propria connessione su rete fissa, 3 milioni vogliono attivarla per la prima volta, e il 60,4% è favorevole a rendere il 5G subito operativo ovunque. Solo il 14,4% si dichiara contrario, ritenendolo dannoso per la salute. Scarso è quindi il credito delle fake news per cui il 5G sarebbe nocivo per la salute, dato che l’80% lo ritiene sicuro.

Come si sceglie l’operatore di rete?

Consapevoli delle sue potenzialità, allo stesso tempo per gli italiani il web non è un paradiso privo di rischi, tra paura delle frodi durante le operazioni bancarie o gli acquisti online, del libero accesso alla rete da parte dei minori o la possibile dipendenza dai social network, oppure è spaventato dagli hater. Ma quando si sceglie la tariffa, oltre al prezzo cosa considerano gli italiani? Innanzitutto velocità di connessione (52,6%), poi affidabilità e assenza di interruzioni (47,6%), un servizio di assistenza rapido e raggiungibile (36,1%), la presenza di servizi di sicurezza informatica (31,1%), la protezione dei minori (19,7%), e l’impegno dell’operatore per la tutela dell’ambiente (10,6%). Si tratta di un insieme di variabili ritenute imprescindibili, e il 44,3% degli italiani è pronto a pagare qualcosa in più per averle.

Attenzione ai QR Code: possono essere vettori di cyber-attacchi

Complice la diffusione del remote working, l’incremento di attacchi informatici nei confronti delle imprese nel 2020 è stato del 40% in più. Il dato dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano dimostra quindi come il 2020 sia stato un anno di emergenza anche per il settore cybersecurityin. Nell’anno del Covid il vettore privilegiato per i cyber criminali è stata la mail, il cosiddetto phishing, che ha riguardato circa l’80% dei tentativi di intromissioni. Ma nel 2021 i cybercriminali potrebbero privilegiare un nuovo canale, il Qr Code. A seguito della pandemia i codici Qr stanno infatti avendo una diffusione capillare, e i cybercriminali stanno utilizzando una nuova tecnica di attacco, il Qishing, che sfrutta l’invio di QR Code via mail. A sottolinearlo è l’analisi sull’evoluzione degli attacchi phishing realizzata da Innovery, multinazionale italiana nel mercato Ict specializzata nel comparto cybersecurity. 

Preoccupa la scarsa consapevolezza sulle minacce veicolate dai QR Code

Secondo un recente sondaggio condotto da MobileIron, l’86% degli intervistati ha scansionato un codice QR nel corso del 2020, e oltre la metà, il 54%, ha riferito un aumento nell’utilizzo di tali codici dall’inizio della pandemia. “L’aumento dell’utilizzo di dispositivi mobile per svolgere molte delle nostre attività quotidiane ci espone a nuovi rischi, e la scarsa consapevolezza sulle possibili minacce che la scansione di un QR Code può veicolare è una preoccupazione sempre più impellente”, spiega Massimo Grandesso, Cybersecurity Manager di Innovery.

Il Qishing elude i normali sistemi di antiphishing

Inoltre, “i Qr Code inviati via email riescono a eludere i normali sistemi di antiphishing: il Qishing – spiega ancora Massimo Grandesso -. Così si chiama questa tecnica, e funziona esattamente come cliccare su un link, solo che il link non è visibile in quanto codificato nel Qr Code, e si dovrebbero utilizzare le stesse cautele che si usano per i link”.

Tanti utilizzi, dai menu alla prenotazione di visite mediche fino al Green Pass

Oggi i Qr Code, ricorda una nota di Adnkronos, vengono impiegati nei contesti più vari: in bar e ristoranti per i menu al fine di limitare il contatto fisico, per l’accesso a eventi e luoghi pubblici, per la prenotazione di visite mediche, per ritirare prescrizioni, per la fatturazione elettronica, per sostituire i biglietti cartacei, e non ultimo, per lo stesso Green Pass. A questo proposito perfino il garante della privacy si è espresso recentemente, esortando i cittadini alla massima prudenza, e a evitare di esibire pubblicamente il codice del Green Pass.

Istat: a giugno aumenta la fiducia di aziende e consumatori

Buone notizie per l’Italia, almeno per quanto riguarda il sentiment di comuni cittadini e aziende: l’ottimismo è alto, mai così in salita dall’ormai lontano 2018. Entrando nel merito, le rilevazioni dell’Istat parlano di un “marcato aumento”, a giugno, sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 110,6 a 115,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 107,3 a 112,8). L’Istituto di Statistica precisa che l’indice di fiducia dei consumatori, in risalita per il terzo mese consecutivo, supera il livello di febbraio 2020 registrando un massimo da ottobre 2018. Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in crescita seppur con intensità diverse: il clima economico e quello corrente registrano gli incrementi più decisi (rispettivamente da 116,2 a 126,9 e da 102,6 a 108,1); più contenuta la dinamica del clima personale e di quello futuro (il primo passa da 108,7 a 111,1 e il secondo da 122,5 a 125,5).

Positive le stime soprattutto di manifattura e servizi

Per quel che riguarda le imprese, si stima un miglioramento della fiducia nella manifattura e, soprattutto, nei servizi. In particolare, nell’industria manifatturiera l’indice sale da 110,9 a 114,8, nei servizi di mercato aumenta da 99,1 a 106,7 e nel commercio al dettaglio cresce da 99,9 a 106,7. Solo nelle costruzioni l’indice di fiducia diminuisce lievemente, passando da 153,9 a 153,6. Nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le aspettative sulla produzione; le scorte sono giudicate in leggero accumulo rispetto al mese scorso. Si segnala una netta crescita della fiducia nel settore dei beni intermedi. Per quanto attiene alle costruzioni, i giudizi sul livello degli ordini sono in miglioramento mentre si registra un calo delle attese sull’occupazione presso l’azienda; tra i settori emerge un calo marcato dell’indice di fiducia nel settore dell’ingegneria civile. Nei servizi di mercato, i saldi di tutte le componenti dell’indice sono in decisa risalita. La fiducia migliora decisamente nel settore del trasporto e magazzinaggio mentre è in lieve calo nel turismo e nei servizi alle imprese. Nel commercio al dettaglio, la risalita dell’indice è trainata dal miglioramento dei giudizi sia sulle vendite sia sulle scorte; le attese sulle vendite diminuiscono. Per quanto riguarda i circuiti distributivi, si evidenzia uno spiccato miglioramento della fiducia nella distribuzione tradizionale (l’indice passa da 92,7 a 101,5); nella grande distribuzione la dinamica, seppur positiva, è più contenuta (l’indice sale da 103,0 a 108,6).

Le imprese vedono rosa 

A giugno, riporta Askanews, “il clima di fiducia delle imprese migliora – è il commento dell’Istat – consolidando la tendenza positiva in atto da dicembre 2020. Con riferimento al comparto dell’industria e a quello dei servizi di mercato, il livello degli indici supera marcatamente quelli precedenti la crisi; per il commercio al dettaglio l’indice si attesta leggermente al di sotto del valore registrato a febbraio 2020”.

e-commerce di prodotto, crescita continua anche nel 2021

Per soddisfare l’incremento di domanda di acquisti online e supportare le mutate esigenze dei consumatori, i player hanno investito nell’innovazione digitale. Anche se in maniera più misurata rispetto al 2020, la crescita dell’e-commerce di prodotto continua anche nel 2021, e le prime stime prevedono un incremento del +18%, che porterà i prodotti a raggiungere i 30,6 miliardi di euro di transato. Il Food&Grocery rimane il settore trainante (+38%), seguito dall’Abbigliamento e accessori (+26%) e dal Beauty (+20%). Si tratta di alcune evidenze emerse dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm della School of Management del Politecnico di Milano.

Nuovi equilibri tra offline e online

Nel 2020 l’e-commerce di prodotto in Italia ha registrato una crescita del +45%, raggiungendo una penetrazione sul totale degli acquisti Retail del 9%. Questo ha permesso di mitigare la crisi del settore, che nello stesso periodo ha registrato un forte calo degli acquisti Retail e la chiusura di oltre 9.000 negozi. Il digitale è diventato sempre più centrale nelle strategie dei player e questi trend stanno generando nuovi equilibri tra offline e online basati sia su un riassetto dell’infrastruttura fisica, sia su modelli multi e omnicanale. Se si guarda nel dettaglio ai canali di vendita e interazione, i merchant si sono focalizzati sull’attivazione e sul rafforzamento di canali relazionali, prevalentemente sui social e sulle piattaforme di instant messaging, e sull’abilitazione di nuove iniziative, in particolare sui marketplace e su siti aggregatori.

Un’adozione consapevole dei paradigmi dell’omnicanalità 

“L’emergenza sanitaria ha avuto un duplice effetto sul commercio: da un lato ha spinto i consumatori verso un utilizzo più frequente dei canali online in tutte le fasi del processo d’acquisto, dal pre al post-vendita, e dall’altro ha indotto l’offerta a rivedere la propria strategia digitale e a investire nell’attivazione o nel potenziamento dei canali di interazione e vendita, e nell’implementazione di rinnovati processi operativi – afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c -. Domanda e offerta si trovano ora di fronte a un utilizzo congiunto dei canali, che spingerà per la ripartenza del retail a emergenza sanitaria terminata. Stiamo assistendo a un’accelerazione verso un’adozione sapiente e consapevole dei paradigmi dell’omnicanalità”.

Pmi italiane verso la multicanalità online

Il cambiamento indotto dall’emergenza sanitaria ha contribuito alla diffusione dell’e-commerce anche tra le piccole imprese italiane, che sono state incentivate ad avvicinarsi al digitale e a comprenderne le potenzialità.  In molti casi l’approccio è stato piuttosto “artigianale”, fondato su modalità di interazione online e su modelli di acquisizione dell’ordine attraverso piattaforme social o di instant messaging, quindi, non propriamente di e-commerce. I più evoluti hanno investito in siti diretti, in vetrine sui marketplace e in iniziative sugli aggregatori online. Per le Pmi italiane quindi non si può ancora parlare di omnicanalità in maniera diffusa, ma dei primi passi verso una multicanalità online più consapevole. Si tratta comunque di un segnale del maggior grado di maturità dell’e-commerce, che lascia presagire un’integrazione sempre più solida tra l’offline e l’online.

Al lavoro il Sud Italia è più felice del Nord

Qual è l’area geografica italiana in cui i lavoratori sono più felici e soddisfatti del proprio impiego? Il Sud. Lo attesta la terza analisi dell’Associazione Ricerca Felicità sullo stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani attivi. Alla domanda Quando mi sveglio per andare a lavorare mi sento felice? il Sud risponde infatti con una concentrazione di risposte positive rispetto al Nord, ovvero, con un punteggio tra 4 e 6, dove a 1 corrisponde ‘per niente d’accordo’ e a 6 ‘totalmente d’accordo’. Al contrario del Nord-Est, che con la maggior parte delle risposte tra 1 e 3 esprime una forte negatività.

Il Nord-Est è più infelice anche del Nord-Ovest
Il Sud risponde positivamente anche alle domande Quando lavoro mi appassiono tanto da dimenticare tutto il resto? (67,7% di risposte positive), Sento un forte senso di appartenenza alla mia organizzazione? (68,7%), e I miei meriti vengono riconosciuti? (58,2%). A Nord-Est invece rispondono rispettivamente “solo” con il 57%, 55,5% e 41% di risposte positive. Oltre che tra Sud e Nord grandi differenze si riscontrano anche tra i due estremi settentrionali della Penisola, dove il Nord-Est (Triveneto ed Emilia-Romagna), sembra segnalare un maggior senso di isolamento (34,4%), meno felicità (65,6%) e una maggior sensazione di essere tagliati fuori rispetto al Nord-Ovest (34,4%), formato da Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia relativamente con il 20.4%, 79.4% e 19.7%.

Centro Italia, malcontento per le opportunità professionali.
Complessivamente, dunque, il Nord-Ovest presenta una popolazione attiva che si ritiene felice e per nulla isolata dagli altri, ma non molto gratificata del proprio impiego e delle opportunità che offre, fatta eccezione per il senso di appartenenza all’organizzazione, invece ben sentito dai lavoratori (62,6%). Spostandosi al Centro Italia si denota un benessere stabile e una forte coesione sociale, sebbene, anche in questo caso, emerga l’insoddisfazione riguardo l’attività lavorativa. Questo malcontento aumenta volgendo lo sguardo verso le opportunità professionali.

La presunta correlazione tra felicità e produttività non è stabile
“Possiamo quindi affermare che il Sud Italia è più felice, più appagato e appassionato alla sua attività lavorativa, nonostante provi un leggero senso di isolamento”, commenta Elisabetta Dallavalle, Presidente dell’Associazione Ricerca Felicità.
“Quest’analisi ci ha stupito e interrogato perché ha messo in evidenza come la presunta correlazione tra felicità e produttività non sia stabile nelle regioni italiane del Nord-Est. Oggettivamente – sottolinea Elga Corricelli, co-founder dell’Associazione Ricerca Felicità – si tratta di regioni con un alto tasso di produttività, che tuttavia non si sentono pienamente appagati sul lavoro”. 

Bonus TV 2021: come richiedere lo sconto sui nuovi apparecchi televisivi

A partire da settembre 2021 molti televisori non saranno più in grado di ricevere il nuovo segnale televisivo. Cambia infatti lo standard delle trasmissioni tv e solo gli apparecchi compatibili continueranno a funzionare. Entro il 30 giugno 2022 l’Italia passerà infatti alla nuova tecnologia ricettiva DVB-T2/HEVC. Per “favorire il rinnovo o la sostituzione del parco degli apparecchi non idonei alla ricezione dei programmi con le nuove tecnologie”, il Ministero dello Sviluppo economico ha stanziato complessivamente 150 milioni per il bonus tv, che sarà disponibile fino al 31 dicembre 2022, o fino all’esaurimento delle risorse stanziate. Ma cos’è il bonus tv 2021? Chi può richiederlo? E a quanto ammonta il contributo? E ancora, tutti i tipi di televisori rientrano nella lista del bonus?

Un’agevolazione fino a 50 euro per l’acquisto di televisori e decoder

Il bonus tv 2021 è un’agevolazione fino a 50 euro per l’acquisto di televisori e decoder idonei alla ricezione di programmi televisivi con i nuovi standard trasmissivi, nonché per l’acquisto di decoder per la ricezione satellitare. Si può usufruire di un solo bonus fino a 50 euro per nucleo familiare e per l’acquisto di un solo apparecchio. Nella sua formulazione iniziale, il bonus tv è disponibile per le famiglie con ISEE fino a 20mila euro. Per quanto riguarda invece le modalità di accesso all’incentivo, verrà erogato sotto forma di sconto praticato dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato.

Per ottenere lo sconto è necessario presentare al venditore la richiesta

Non tutti i però negozi aderiscono all’iniziativa: l’adesione dei rivenditori è infatti volontaria. Per usufruire del bonus, quindi, bisogna recarsi presso un punto vendita e verificare che abbia aderito all’iniziativa. Per ottenere lo sconto, i cittadini dovranno presentare al venditore un modulo di richiesta per acquistare una tv o un decoder beneficiando del bonus. A tal fine dovranno dichiarare di essere residenti in Italia e di appartenere a un nucleo familiare di fascia ISEE che non superi i 20.000 euro, e che altri componenti dello stesso nucleo non abbiano già fruito del bonus. Per verificare che una tv o un decoder rientrino tra i prodotti per i quali è possibile usufruire del bonus è a disposizione dei cittadini il sito del Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato la lista dei “prodotti idonei”.

Cos’è il passaggio al DVB-T2 e al protocollo HEVC?

Dal punto di vista tecnico i cambiamenti vanno dal passaggio dalla codifica MPEG2 all’MPEG4, dal cambio di frequenze di molti canali fino al passaggio finale al DVB-T2 e al protocollo HEVC.

Le tappe di questi passaggi prevedono che dal 1° settembre 2021 venga abbandonata la codifica MPEG2 per la MPEG4, mentre da settembre 2021 a giugno 2022 avverrà la risintonizzazione secondo il calendario dato.

A giugno 2022 avverrà poi il passaggio al DVB-T2, e contestualmente al HEVC, riferisce Altroconsumo.

La pandemia pesa sull’industria italiana della cosmetica. Ma non per tutti i prodotti

Uno dei settori più penalizzati dall’emergenza sanitaria è quello della cosmetica. L’effetto della pandemia sull’industria della cosmetica nel 2020 ha fatto registrare complessivamente un crollo di fatturato ed esportazioni. Nonostante il crollo sia avvenuto in modo meno critico di quanto inizialmente ipotizzato, il fatturato globale del settore ha toccato 10 miliardi e mezzo, quasi il 13% in meno rispetto al 2019. Per quanto riguarda i valori del mercato interno, sono scesi di circa il 10% rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni hanno segnato un -16,7%. Si tratta di alcuni risultai emersi dall’indagine dal titolo I numeri della cosmetica, elaborata da Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche.

Il settore non è paralizzato ed è boom per l’e-commerce

Nonostante i dati negativi, il settore però non è paralizzato. Se da una parte sono calati i segmenti profumeria alcolica e make-up, sono invece aumentati i consumi di prodotti per l’igiene personale. E come per altri settori, anche per la cosmetica è stato un vero proprio boom per l’e-commerce. Se il settore ha retto meglio di altri in parte si deve infatti alle vendite online. Mentre tutti i canali distributivi tradizionali hanno subito contrazioni l’e-commerce ha registrato un +42% rispetto al 2019.

In controtendenza i prodotti per igiene e cura dei capelli

Quanto ai consumi nel dettaglio, in controtendenza con l’andamento negativo ci sono le famiglie di prodotto che stanno caratterizzando l’attraversamento della crisi Covid-19, ovvero, quelli legati all’igiene del corpo, che hanno aumentato le vendite del +6,3%), oltre a quelli per la cura dei capelli (+3,9%) e i prodotti per l’igiene orale (+1,4%). Gli andamenti più significativi in termini di crescita emergono tra i saponi liquidi (+35%), i coloranti e le spume coloranti per i capelli (+30,4%), e i prodotti depilatori (+5,3%). I cali maggiori invece, riporta Ansa, si sono registrati nella profumeria alcolica (-21,5%) e nelle diverse tipologie di make-up.

La mascherina fa crollare fard e rossetti

L’obbligo di indossare la mascherina ha poi buttato giù i consumi di correttori per le guance, i fard e le terre, che hanno registrato un calo del -28,7%, mentre i fondotinta e le creme colorate sono scese del -29%), e i rossetti e i lucidalabbra, sono calati del -35,8%.

“Sul 2021 c’è ancora incertezza dovuta alla pandemia – evidenzia Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia -. In uno scenario ottimistico, si ipotizza una crescita di quasi nove punti percentuali, mentre lo scenario più pessimistico evidenzia una crescita di poco superiore ai cinque punti percentuali”.   

La felicità al tempo del Coronavirus

Nonostante la pandemia il 63% dei cittadini di tutto il mondo dichiara di essere felice, e il Paese più felice del Pianeta è la Cina. Le principali fonti di felicità risiedono nella salute e il benessere fisico, nel rapporto con il partner o i figli, e nella qualità della vita. Il Global Happiness 2020 di Ipsos ha analizzato il livello di felicità dei cittadini in 27 Paesi del mondo, scoprendo come a livello globale il livello di felicità sia sceso di un solo punto percentuale rispetto allo scorso anno (64%). Anzi, in sei Paesi, tra cui Cina, Russia, Malesia e Argentina, è aumentato, con più di 3 adulti su 4 che si dichiarano felici, mentre in 12 Paesi, tra cui Perù, Cile, Messico e India, è diminuito, con meno di 1 adulto su 2 che si dichiara felice. 

Gli italiani non sono troppo felici

In testa alla classifica della felicità si piazza la Cina (93%, in aumento di 11 punti rispetto allo scorso anno), seguita dai Paesi Bassi (87%) e dall’Arabia Saudita (80%). Canada e Australia, in testa lo scorso anno, registrano un calo notevole: il Canada (78%), scende al quarto posto e l’Australia (77%), scende al sesto posto. L’indagine mostra poi un calo dei livelli di felicità in Perù, Cile e Messico. E l’Italia? L’Italia non rientra tra i Paesi più felici al mondo, posizionandosi al 16° posto. Rispetto allo scorso anno, però, il livello di felicità dei nostri concittadini è aumentato, passando dal 57% al 62%. 

In 10 anni diminuisce la percentuale di chi si dichiara felice

In generale, nel corso dell’ultimo decennio, l’incidenza della felicità è diminuita drasticamente. Tra il 2011 e il 2020, la percentuale di coloro che si dichiarano felici è diminuita di 14 punti a livello globale e l’unico Paese che mostra un aumento significativo dal 2011 è la Cina (+15 punti). Lo studio ha analizzato 29 potenziali fonti di felicità e, a livello globale, le prime 5 fonti citate sono salute/benessere fisico (55%), rapporto con il partner (49%), i figli (49%), sentire che la propria vita abbia senso e significato (48%), e qualità di vita (45%). Rispetto all’indagine condotta lo scorso anno, le fonti di felicità che hanno acquisito maggiore importanza riguardano le relazioni, la salute e la sicurezza, mentre tempo libero e denaro hanno ceduto terreno come fattori di felicità.

Cambiano le fonti di felicità

Per gli italiani le principali fonti di felicità risiedono nella sensazione di controllo della propria vita, salute e benessere fisico, sicurezza e protezione personale, sensazione che la propria vita abbia un senso, e a pari merito, hobby e condizioni di vita. In ogni caso, anno dopo anno, alcuni fattori registrano un aumento significativo nell’essere considerati fonte principale di felicità (essere perdonato, perdonare qualcuno, sicurezza e protezione personale, salute/benessere fisico, trovare un partner), mentre tre fattori mostrano un calo (situazione finanziaria personale, quantità di tempo libero a disposizione, nuova leadership politica nel Paese di residenza). 

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